Un metodo pratico per misurare il profilo della velocità dell’onda di taglio (Vs) con la profondità è l’utilizzo della prova di penetrazione con piezocono sismico (SCPTu).
A intervalli di un metro dell’asta, è possibile generare un’onda di taglio in superficie mediante battitura orizzontale di una traversina oppure utilizzando sistemi atomatici di generazione meccanica di onde di taglio. Il tempo di arrivo dell’onda di taglio può essere registrato alla profondità di prova, ponendo uno o più geofoni all’interno del penetrometro. La pratica più semplice e più comune consiste nell’utilizzo di un geofono che fornisce una misura di Vs in configurazione downhole con la cosiddetta tecnica “pseudo – intervallo” (Campanella et al., 1986). Questo approccio garantisce un’accuratezza sufficiente fino a che l’asse del geofono rimane parallelo all’allineamento della fonte (nessuna rotazione delle aste né del cono) e viene generata un’onda di taglio ripetibile ad ogni successivo intervallo di un metro.
Una Vs più attendibile è ottenuta tramite prove downhole del tipo “true – interval”, che richiedono tuttavia il collocamento all’interno del penetrometro di due o più geofoni a due altezze (solitamente distanti 0.5 o 1.0 m in verticale (da 1.5 a 3.0 ft). La disposizione biassiale di due geofoni ad ogni altezza permette di correggere la possibile rotazione dell’asta del cono, poiché è possibile utilizzare l’onda risultante. Per le prove downhole, sarà utile disporre un geofono triassiale con componente verticale solo per misurare l’arrivo dell’onda P. Esistono casi in cui le misure dell’onda P in terreni saturi non ha alcun senso e risulta in pratica impossibile. La componente verticale può essere utilizzata anche per la misura della velocità di propagazione delle SV impiegando una configurazione tipo cross – hole che prevede l’impiego di due penetrometri (sorgente e ricevitore) (si veda Baldi et al. 1988).