E’ stata sviluppata e verificata una nuova procedura per la valutazione del grado di compattazione dei rilevati in terreni a grana fine. Il metodo proposto si basa principalmente sulle ipotesi seguenti:
- la resistenza alla punta (qc) non è influenzata dal diametro di quest’ultima, dunque è prevedibile rilevare la medesima qc (nello stesso terreno alle medesime condizioni) utilizzando un cono standard di diametro 35,7 mm e un mini penetrometro di diametro 8 mm;
- la resistenza alla punta misurata in sito mediante un penetrometro standard [qc(standard)] e quella misurata in una mini camera di calibrazione (mini CC) utilizzando un mini penetrometro [qc(mini)] in assenza di deformazione laterale, sono le stesse per lo stesso terreno, con la medesima densità e tensione verticale efficace;
Se le ipotesi di cui sopra sono vere, sarà possibile misurare la qc(mini) in laboratorio mediante campioni ricostituiti alla densità prescritta in una fustella Proctor e consolidati a differenti pressioni verticali. Ci aspettiamo che la qc(standard) misurata in sito sia la stessa qc(mini) per lo stesso terreno con la stessa densità e tensione verticale efficace. Quindi, possiamo (a priori) stabilire il valore atteso della qc corrispondente a una densità prescritta.
Le ipotesi sono state verificate sperimentalmente e il metodo proposto applicato a un caso reale, vale a dire la costruzione dell’argine di un fiume di 4 m di altezza. Il materiale costruttivo è stato classificato da A4 ad A6 in conformità a AASHTO M 145 (1991).
L’applicazione pratica del metodo ha fornito una verifica ulteriore e definitiva circa la correttezza delle ipotesi indicate sopra. Di fatto, i campioni “indisturbati” erano stati prelevati con metodi differenti presso l’argine del fiume, fornendo una valutazione diretta della densità del terreno in sito.
Una procedura simile viene descritta da XP P 94-063 (1997) e XP P 94-105 (2000). Tale procedura è applicata a terreni a grana grossa e richiede la costruzione di un argine di prova con attuazione di prove di penetrazione dinamiche. Questa procedura è applicata al controllo del grado di compattazione dei rinterri (trincee, scavi) (Setra – Lcpc 1994, 2007).
E’ utile notare che esistono pochi studi specifici circa i criteri prestazionali degli argini dei fiumi. Conseguentemente, nella maggior parte dei casi si adottano le stesse prescrizioni di progetto utilizzate per rilevati stradali o per le dighe in terra, con controllo del tipo di materiale e del grado di costipamento.